Sono passati ormai cinque mesi da quando sono arrivata qui in Scozia e rifarei quest’esperienza mille volte!

Certo, non è sempre facile, ma il bello è anche questo.

Non posso negare che alcune cose dell’Italia mi manchino moltissimo: la mia famiglia, i miei amici, i miei compagni di classe… tuttavia, qui ho trovato persone fantastiche, pronte ad aiutare e a fare di quest’esperienza uno degli anni più belli della mia vita.

Sto imparando moltissime cose, non solo riguardanti la Scozia, ma anche riguardo me stessa. Ora mi conosco indubbiamente meglio, so quali sono i miei limiti e sto scoprendo le mie ambizioni e ciò che voglio fare nella vita. Sto anche imparando a conoscermi, perché, come mi aveva detto mio papà in aeroporto poco prima di salutarci, la ragazza che salì su quell’aereo cinque mesi fa non è la stessa che tornerà indietro.

Mi sto rendendo conto di quanto l’anno all’estero mi stia cambiando. Ho fatto cose che non avrei mai pensato di poter fare, ho scoperto alcuni aspetti di me che prima ignoravo e, soprattutto, ora so di poter contare solo su me stessa. Mi sento diversa, indipendente e adulta. Se dovessi descrivere l’anno all’estero con una parola, sarebbe indubbiamente crescita, non solo per quanto riguarda la propria persona, ma anche nel senso di espansione dei propri orizzonti, della propria conoscenza e delle proprie aspirazioni.

Sto scoprendo che molte tradizioni e piccole cose che per noi sono magari scontate, qui sono sconosciute o suonano strane, e viceversa (per esempio, il fatto di condire un’insalata con olio e aceto non è così scontato come noi italiani potremmo pensare).

Una delle cose più importanti che ho scoperto, però, è che casa non è dove si abita, ma il luogo a cui si sente di appartenere. Sempre di più mi sento far parte della Scozia e dei suoi abitanti sempre pronti ad aiutarsi l’un l’altro, ad accogliere nuove persone e a fare una chiacchierata (magari non altrettanto volentieri con un inglese, ma questa è un’altra storia!). Me ne sono resa conto in particolare oggi, quando, mentre stavo parlando, una mia amica mi ha fermata e mi ha chiesto di ripetere una parola che avevo detto, per poi esclamare: “Lo hai pronunciato con accento scozzese! Ora sì che sei una di noi!”. Sono orgogliosa di esser in qualche modo parte di questo popolo, e sono ancora più orgogliosa di poter dire di far parte anche del popolo italiano.

Certo, è bello avere una casa, ma quanto meraviglioso è poter dire di averne due?

Sì, fa paura pensare a quando dovrò tornare (so già che piangerò quando avrò l’ultima lezione con il mio professore preferito), ma sorriderò comunque perché sono e sarò sempre immensamente grata di aver potuto vivere un anno come questo.

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